educazione-sessualeI giovani (e gli adolescenti) vengono studiati come soggetti che mettono in atto pratiche di consumo attivo e produttivo dei prodotti mediali e attraverso di esse disegnano identità culturali specifiche.

I media occupano ormai un ruolo rilevante nella vita quotidiana di tutti noi, specialmente dei più giovani, come agenzia di socializzazione dal momento che propongono valori e modelli di comportamento.

In considerazione dalla sostanziale crisi di istituzioni come la scuola e la famiglia, essi si pongono come costruttori della realtà sociale, offrendo messaggi che contribuiscono a formare gli individui, sia dal punto di vista dello sviluppo dell’identità soggettiva, sia nella trasmissione del sapere.
Gli adolescenti usano attivamente i media per autodefinirsi, e gli stessi media diventano una forma di auto-socializzazione.

Se i media sono stati a lungo considerati e analizzati come un potente mezzo di trasmissione di stereotipi, di luoghi comuni e di immagini obsolete di uomini e donne, gli stessi possono al contempo diventare co-protagonisti della ridefinizione di identità e relazioni di genere, oltre che veicolo delle importanti trasformazioni che stanno colpendo gli stili di vita di donne e uomini.

In Italia gli effetti potenzialmente negativi dei media hanno un impatto maggiore che in molti altri paesi sviluppati, in quanto purtroppo non esiste una legge sull’educazione sessuale.

A parte alcune buone pratiche locali, è ancora poco sviluppata l’educazione alla percezione della propria identità sessuata, al rapporto con il proprio corpo, all’avere rapporti sessuali in una realtà sollecitata dal mutamento sociale, al rispetto delle differenze di genere e del desiderio. I genitori comunicano con difficoltà informazioni ed esperienze relative a tali tematiche, da una parte, per la caratteristica conflittualità che investe i rapporti con i figli in adolescenza, dall’altra, a causa dei propri vissuti ambivalenti per l’educazione sessuale stessa.

I contenuti dei media, quindi, vengono usati dai ragazzi per imparare a divenire donne e uomini, per orientarsi e scegliere un determinato modello di femminilità e di mascolinità a cui cercare di assomigliare. Scelta che, in concomitanza con le influenze del gruppo amicale di riferimento, si traduce in un certo modo di comportarsi, di atteggiarsi, di parlare, di esprimere la sessualità, di relazionarsi con il partner e nell’adottare un certo abbigliamento e stile di vita.

La realizzazione del progetto identitario investe anche il corpo e la sessualità, in quanto portatori visibili del proprio essere uomini o donne. Recentemente, si è assistito ad una maggiore attenzione da parte di alcune realtà mediatiche verso il mito della “bellezza a tutti i costi”. Questa esasperazione rinforza un modello di femminilità che contempla un uso strumentale del corpo, visto come mezzo per raggiungere il successo in diversi ambiti di vita, e contribuisce a diffondere gli stereotipi ben noti su corpo e immagine. Si tende a valorizzare un solo modello corporeo: vige l’ideale della snellezza per il genere femminile e della tonicità muscolare per il genere maschile. Il primo, in particolare, pubblicizzato dai media unitamente alla sessualizzazione dei corpi femminili di ogni età, ripropone un corpo oggettivato ed erotizzato divenuto oramai la norma; non è più la sola immagine della donna-oggetto a metterlo in scena ma quasi tutte le figure femminili presentate dai media.
I soggetti più sensibili a tale influenza, naturalmente, sono gli adolescenti ed i giovani in genere, che cercano la conferma della loro identità individuale mediante il riconoscimento nell’altro. Ciò determina una persistente sorveglianza del corpo, che promuove vergogna e ansietà e riduce la consapevolezza dei propri stati interni, ripercuotendosi molto seriamente sul benessere psico-fisico, associandosi ad un aumento dei disturbi depressivi, delle disfunzioni sessuali e dei disordini alimentari. A tal riguardo, le ricerche scientifiche sottolineano come, nelle donne, l’esposizione a materiale mediatico relativo all’esaltazione della magrezza sia correlato a “preoccupazioni” per la propria immagine corporea.

a cura della Dott.ssa Elena Isola
Psicoterapeuta – Sessuologa Clinica

articoli correlati:
- Sesso, sessuologia: la prima volta


Tag:, , , ,