parafarmaciaSaranno molti di più rispetto ad oggi i farmaci in più che potremo trovare presto sui banchi di parafarmacie e corner dei supermarket. Dai colliri ai medicinali per combattere l’herpes, dagli antiinfiammatori alle pomate per le infezioni intime.

E’ uno degli effetti del decreto Salva-Italia, che, grazie alla lista stilata dal ministero della Salute con l’Agenzia italiana del farmaci (Aifa) porta fuori dalla competenza esclusiva della farmacia ‘tradizionale’ circa 220 medicinali.

Il cosiddetto ‘delisting’, cioe’ la nuova lista di farmaci che lasciano la fascia C, cioe’ quella dei prodotti vendibili davanti a presentazione di ricetta medica ma non rimborsati dal servizio sanitario nazionale, e’ stato firmato in questi giorni dal ministro Renato Balduzzi, in anticipo sulla scadenza dei 120 giorni indicati dalla manovra del governo Monti per individuare questi farmaci.

Di competenza della farmacia ‘tradizionale’ resteranno ”i medicinali stupefacenti, gli iniettabili, i medicinali del sistema endocrino e di tutti i medicinali per i quali e’ previsto il piu’ rigoroso regime della vendita dietro presentazione di ricetta medica da rinnovare volta per volta”.

Una questione che aveva non poche polemiche: da una parte i farmacisti che temono di perdere l’intero mercato dei farmaci di fascia C rappresenta (che vale circa 3 miliardi di euro l’anno), dall’altra  i parafarmacisti che rivendicano anche la possibilita’ di vendere i farmaci con ricetta ma a carico del Sistema Sanitario Nazionale, visto che anche nella grande distribuzione e in parafarmacia e’ comunque sempre prevista la presenza di un farmacista.

La lista completa dei medicinali che sono stati in sostanza ‘liberalizzati’ verra’ pubblicata, con ”la specificazione del principio attivo e del marchio di fabbrica” nei prossimi giorni in Gazzetta Ufficiale.

A cura di Silveria Conte

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