papillomaL’Italia è stato il primo Paese europeo a pianificare una strategia di vaccinazione pubblica contro il Papilloma virus (HPV), l’agente virale a trasmissione sessuale che può essere causa di infezioni genitali e nella donna, a lunga distanza, anche del tumore della cervice uterina.

Ad oggi la vaccinazione contro l’HPV si è dimostrata sicura, ben tollerata e in grado di indurre una immunità duratura nel tempo e di ridurre drasticamente le infezioni.

La vaccinazione viene fortemente raccomandata nelle adolescenti al dodicesimo anno di vita (11 anni compiuti), per essere certi che la ragazza abbia, in conseguenza della vaccinazione, difese immunitarie adeguate, prima che l’infezione possa avvenire. Il ritenere la propria figlia troppo piccola per essere vaccinata è un errore, sia perché il vaccino è sicuro, sia perché la copertura ha una durata molto lunga, anche se non siamo in grado di quantificarne gli anni, sia perché può accadere che un ritardo vaccinale può trasformarsi in una mancata vaccinazione.

E’ possibile comunque avere informazioni più dettagliate rivolgendosi al proprio pediatra o al polo vaccinale distrettuale, considerando anche che attualmente la vaccinazione è gratuita fino al compimento del 17° anno di età.

Importante anche lo screening periodico attraverso il PAP test, attualmente raccomandato per le donne di età compresa tra i 25 e i 64 anni, che ha già portato negli anni a una drastica riduzione delle morti, attraverso la diagnosi precoce delle lesioni precancerose e del tumore.

A cura di Silveria Conte

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