aids_3Potrebbe esegnare la fine di una malattia che ha segnato gli scorsi decenni. Il XIX Convegno Mondiale per la lotta all’Aids ha tagliato ieri il nastro inaugurale a Washington con l’obiettivo dichiarato di fa scattare la corsa verso la fine dell’epidemia.

A simboleggiare la portata storica dell’evento, il simposio organizzato dalla International Aids society torna per la prima volta negli Stati Uniti dopo 22 anni, grazie alla rimozione da parte dell’amministrazione Obama del controverso bando che vietava l’ingresso negli Usa ai sieropositivi.

Eppure la conferenza della speranza, in cui scienziati ed attivisti celebrano l’efficacia delle terapia antivirali nell’allungare la vita dei pazienti e rendere l’Aids una malattia cronica, torna curiosamente in una Washington piagata da un tasso di infezioni pari a quello del Congo: il 3% dei residenti sono sieropositivi ed il 6,3% degli uomini di colore che vivono nella citta’. Discrepanze dei passi in avanti nella lotta al morbo che ha registrato una grande vittoria con la diminuzione della mortalita’ globale causata dal virus Hiv del 20%.

“Attraverso gli avanzamenti della scienza e le conquiste politico e sociali e’ ora possibile invertire la marea contro la stessa malattia dell’Aids e dare il via alla fine dell’epidemia nel corso di questa generazione”. Questa la dichiarazione degli scienziati.

Tra i ‘vip’ che si alterneranno sui vari palchi della grande conferenza vi saranno il filantropo della lotta all’Aids, il fondatore di Microsoft Bill Gates; il segretario di Stato Hillary Clinton che rappresentera’ il presidente Barack Obama, grande assente dalla conferenza. Per l’amministrazione Usa vi sara’ inoltre il ministro della Sanita’ Kathleen Sebellius, in passerella anche l’ex cittadino numero ‘uno’ Bill Clinton, la ex first lady Laura Bush; attori e attrici quali Whoopi Goldberg, Uma Thurman ed il cantante Elton John.

A cura di Silveria Conte

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