olioNe bastano 4-5 cucchiai al giorno, insieme a una dieta sana e un po’ di esercizio fisico, per proteggere il fegato e allontanare il diabete. Stiamo parlando dell’olio d’oliva.

Il merito è degli acidi grassi monoinsaturi che consentono di ridurre di un terzo l’accumulo di grasso nel fegato, un problema per l’80% dei pazienti con diabete di tipo 2, quello che si sviluppa in età adulta.

Il potere dell’olio d’oliva è al centro di uno studio italiano condotto dai  ricercatori della Società italiana di diabetologia (SId) dell’Università Federico II di Napoli. I ricercatori hanno studiato gli effetti su 45 pazienti con diabete di tipo 2 di una dieta ricca di acidi grassi monoinsaturi – ne sono ricchi oltre all’olio d’oliva anche mandrole, nocciole e pistacchi – per otto settimane, scoprendo che riducono l’accumulo di grasso del 25-30%.   

La virtù principale dell’olio potrebbe essere quella di aiutare il fegato a “consumare” più grassi. Il consiglio è di “non eccedere e mantenere il giusto peso corporeo” aggiungendo “4-5 cucchiai di olio d’oliva al giorno come condimento, all’interno di una dieta con il giusto numero di calorie”.

A cura di Silveria Conte

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