RicercatoriGrazie alle ricerche di John Gurdon e Shinya Yamanaka, premiati entrambi con il Nobel per la Medicina, la ricerca ha a disposizione un laboratorio vivente grande quanto una cellula per riprodurre le malattie.

”Gurdon per la prima volta ha dimostrato che l’identita’ di una cellula puo’ essere reversibile, ossia puo’ cambiare – ha spiegato Giuseppe Testa che dirige il laboratorio di epigenetica delle cellule staminali presso l’Istituto Europeo di Oncologia (Ieo) di Milano – e su queste ricerche si fondano gli studi di Yamanaka il quale ha dimostrato che le cellule possono essere riprogrammate portandole a uno stadio di pluripotenza che le rende in grado di diventare qualsiasi cellula del corpo”.

Questi risultati hanno due fondamentali implicazioni: il primo riguarda lo studio delle malattie, il secondo le terapie e quindi la medicina rigenerativa. Per creare questi modelli basta prendere una cellula della pelle, per esempio, riportarla indietro e poi in avanti, dandole l’identita’ desiderata, ossia cellula del rene se si vuole studiare una malattia del rene, cellula del cuore se si vuole studiare una malattia di questo organo, e poi si segue lo sviluppo di queste cellule e quindi della malattia.

A cura di Silveria Conte

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