frutta e verdura“Al di la’ dello studio Seralini e delle sue conclusioni sulla tossicita’ degli Ogm, noi continuiamo a ribadire la nostra contrarieta’ agli organismi geneticamente modificati. Un rifiuto che non e’ ideologico, ma nasce dalla consapevolezza che l’utilizzazione del biotech puo’ annullare la nostra idea di agricoltura. Annullare l’unico vantaggio competitivo dei prodotti ‘made in Italy’ sui mercati: quello della biodiversita’“. Lo afferma il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori, Giuseppe Politi, commentando la notizia dell’obiezione del Consiglio superiore delle Biotecnologie francese alle conclusioni dello studio che collegava il mais geneticamente modificato con il cancro nei ratti.

 ”La nostra posizione non e’ oscurantista, ma si basa su considerazioni di carattere economico e ambientale. La domanda alimentare nel nostro Paese e’ chiara e netta: cibo naturale, tipico, salubre, controllato, certificato e chiaramente etichettato, possibilmente a prezzi contenuti -ha spiegato Politi-. Le nostre produzioni di eccellenza fanno grande il ‘made in Italy’ nel mondo, con esportazioni che muovono quasi 30 miliardi di euro l’anno. E i mercati stranieri chiedono vini, oli, formaggi, salumi e trasformati tipici dei nostri territori, con i loro sapori caratteristici”.

A cura di Silveria Conte

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