I ricercatori dell’Università di Firenze, dell’ Istituto di biologia cellulare e neurobiologia del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibcn-Cnr) di Roma in collaborazione con il Dipartimento di Fisiologia e Farmacologia della Sapienza Università di Roma hanno individuato l’interruttore del cervello che percepisce la sazietà: si chiama istamina.«Abbiamo scoperto che il segnale di sazietà prodotto dall’intestino durante il consumo di un pasto da parte di un lipide, l’oleoiletanolamide (Oea), attiva aree specifiche del cervello che usano l’istamina come neurotrasmettitore, favorendo così la cessazione dell’attività alimentare», spiega Maria Beatrice Passani, ricercatrice del Dipartimento di Neuroscienze, Area del Farmaco e Salute del Bambino (Neurofarba) dell’Ateneo fiorentino. In pratica succede che il senso di sazietà che è un  lipide chiamato l’oleoiletanolamide, viene comunicato al cervello grazie al neurotrasmettitore istamina così cessa il bisogno alimentare. Scoperta a dir poco eclattante che consente di mettere a punto  nuove terapie per determinate malattie.


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