Nel prossimo futuro vedremo il pacemaker al polso come un orologio e avrà come batteria il nostro muscolo cardiaco, quindi non ci saranno batterie da sostituire e non dovremmo preoccuparci  della sua rottura. Sarà eterno, durerà per sempre. La rivoluzione è nata 4 anni fa dalle mani di Rolf Vogel, cardiologo e ingegnere dell’università di Berna, che ha sfruttato lo stesso meccanismo dell’orologio automatico servendosi dell’energia del battito cardiaco che poi trasforma in stimoli elettrici in grado di risincronizzare il battito. Il prototipo è stato presentato al congresso 2014 della Società europea di cardiologia (Esc), in corso a Barcellona. Adrian Zurbuchen dell’Artorg Center for Biomedical Engineering dell’ateneo bernese ha affermato che «con le sue contrazioni regolari, presenti 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, il muscolo cardiaco è una fonte di energia molto promettente, ed evita così  la periodica sostituzione delle batterie, che costringe il paziente a un nuovo intervento chirurgico, aumentando i costi e il rischio di complicanze». Anche se tale prototipo, oggi si compone di due parti l’orologio-pacemaker e un dispositivo di memoria, che poi viene tradotta in mini-scariche “accorda-cuore”, l’obiettivo finale sarà quello di accorparli in un solo dispositivo.


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