Da uno studio della University of Oxford descritto su The Lancet arrivano nuove tabelle relative alla crescita dei bambini dal concepimento alla nascita. Attualmente le tabelle sono circa cento, elaborate secondo gli standard locali, e descrivono la crescita del bambino in un determinato territorio, in una determinata popolazione, mentre grazie a questo studio si passerà ad una sola tabella che misurerà la crescita del feto e del neonato con nuovi standard universali, perciò applicabili ovunque a prescindere dall’origine etnica e saranno più prescrittivi su come dovrebbe essere la loro crescita in base alla corretta salute e nutrizione e un adeguato status socioeconomico delle loro madri.  Stephen Kennedy, tra gli autori della ricerca, precisa: “In una parte di una nazione un feto o neonato possono essere giudicati piccoli, ma in salute in un’altra regione. Questo può portare a diagnosi inaccurate e a terapie non necessarie o mancanti”. Quindi i nuovi standard saranno universali e sono stati ben visti anche dai pediatri italiani e a tal proposito Giovanni Corsello, ordinario di pediatria all’Università di Palermo e presidente della Società italiana di pediatria, sottolinea: “E’ una svolta epocale per i medici e per la ricerca scientifica avere un sistema di misurazione universale e molto più preciso delle attuali e numerose tabelle e curve percentili utilizzate fino a oggi, che contengono diverse zone grigie soprattutto quando si tratta di misurare i piccoli pretermine o scovare patologie prima della nascita”.


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