L’obesità è una condanna genetica presente nel nostro DNA, quindi impossibile da evitare. Secondo uno studio condotto dalla Lund University Diabetes Center di Malmö e  presentato al 50esimo meeting annuale dell’Easd (European Association for the Study of Diabetes), in programma fino al 19 settembre a Vienna esisterebbe un punteggio di rischio genetico per l’obesità, composto da varianti in 31 regioni del dna collegate all’indice di massa corporea (Bmi), ma che l’aumento di peso possa avvenire in maniera differente  a seconda dell’età, anzi in maniera inversa. Infatti, secondo tale punteggio, chi in giovane età ha un altalenante peso fino ad ingrassare nella mezzà età, da questo momento può tranquillizzarsi perchè il suo aumento di peso sarà sempre minore. Questa ricerca ha preso come campione 21.000 persone di mezza età, ed ha constatato che coloro che avevano un alto indice di obesità genetica  dopo i 50 anni si è visto affievolito l’aumento di peso. I consigli degli esperti sono sempre quelli di evitare i chili di troppo con tutte le sue patologie ad essa conseguenti combattendola con movimento a seconda dell’età e una corretta alimentazione.


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