Secondo un  recente studio dell’Osservatorio Nazionale per il Monitoraggio della Iodoprofilassi in Italia, il cui coordinamento è stato affidato all’Istituto Superiore di Sanità, il  12% degli italiani ha il gozzo per la carenza di iodio, che poi è alla base del buon funzionamento della tiroide che a sua volta ha un ruolo essenziale per il metabolismo della persona.  Il campione preso in esame è stato dato da urine di bambini in età scolare reclutati dagli Osservatori Regionali per la Prevenzione del Gozzo e l’esito è stato che 6 Regioni su 9, tra quelle che hanno partecipato allo studio, sono ancora al di sotto di 100 g/L, valore indicato dalla World Health Organization come soglia al di sotto della quale la popolazione esaminata viene identificata come iodocarente. Si salvano Sicilia, Toscana e Liguria che godono di uno stato di iodosufficienza. Si ricorda che i cibi più ricchi di iodio sono:  pesce, molluschi e crostacei, uova e latte, che bisogna usare un sale iodiato e che esistono in commercio integratori di iodio che possono fornire dal 15% al 150% di iodio giornaliero.


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