In occasione della 22esima edizione della Campagna Nastro Rosa per la prevenzione del tumore al seno, fondata nel 1992 da Evelyn Lauder, che ha come slogan  “Sconfiggiamo il tumore al seno. Insieme siamo più forti. Ascolta le nostre storie. Condividi la tua”, si tirano un pò le somme di questa malattia e si danno un pò di numeri come : un milione che sono i  casi nel mondo di cui 46mila in Italia, per una media di almeno 4 diagnosi all’ora.  Francesco Schittulli, senologo-chirurgo oncologo e presidente Lilt afferma che: “L’aumento dell’incidenza del tumore al seno è stata pari a circa il 14% negli ultimi 6 anni e per le donne tra i 25 e i 44 anni l’incremento è stato del 29% circa”. Le cause dell’aumento di questa malattia sono date, oltre che, dell’aumento dei fattori di rischio anche dall’allungamento della vita media, ma sono aumentati anche i casi prima dei 50 anni , pari al 30%. Delle percentuali rassicuranti, invece,  sono date dai  progressi della tecnologia e della medicina che negli ultimi 30 anni sono a dir poco sorprendenti , tali da  rendere  questa malattia non più  un “male incurabile”, ma c’è bisogno di diagnosi precoce,  infatti in questo modo le percentuali di guarigioni sono pasate da 40/45% al 90%. Schitulli in merito afferma  che: “Le nuove tecnologie diagnostiche di imaging sempre più precise e sofisticate, insieme alla risonanza magnetica mammaria (RMM)  consentono oggi di poter individuare lesioni millimetriche in fase iniziale, quando il grado di malignità e l’indice di aggressività del tumore sono bassi e il processo di metastizzazione è pressoché nullo. Scoprendo un carcinoma al di sotto del centimetro, la probabilità di guarire sale di oltre il 90% e questo permette altresì di poter eseguire interventi conservativi, che non provocano sensibili danni estetici alla donna, a beneficio quindi dell’integrità del seno, simbolo della femminilità”. Il consiglio caloroso di  Paolo Veronesi, presidente della Fondazione, è il seguente: “I controlli devono iniziare a 30-35 anni con un’ecografia mammaria  annuale e proseguire dopo i 40 anche con una mammografia annuale. L’autopalpazione una volta al mese”.


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