In Italia a soffrire di depressione sono circa 7,5 milioni di persone di cui 7 su 10 sono adolescenti con seri disturbi alimentari (bulimia e anoressia) e in aumento grazie al fenomeno del cyberbullismo (letteralmente: bullismo online). Nel Bel paese ad alimentare il “male oscuro”, così è stata definita la depressione, è la crisi economica e anche i tempi di diagnosi, fino a due anni, e le cifre stimate non sono mai reali, dato che i soggetti depressi non sempre si rivolgono subito al loro medico. Gli esperti affermano, che i tempi di diagnosi sono cruciali per la cura, dato che questa malattia consisterebbe in un anticamera di più gravi patologie, oltre ad essere portatrice di invecchiamento precoce. Oggi è possibile diagnosticarla scientificamente con un’ analisi del sangue, con l’inviduazione di 9 molecole di Rna, una sostanza chimicamente molto simile al Dna che serve a tradurre l’informazione genetica. Scoperta dovuta alle ricerche, fatte recentemente, dalla Northwestern University Feinberg School of Medicine, i cui risultati saranno pubblicati su Translational Psychiatry. Il professore Emilio Sacchetti afferma che :”nel nostro Paese la depressione maggiore colpisce 7,5 milioni di persone, il 12,5% della popolazione. Ma sono numeri sicuramente sottostimati, È la prima causa di disabilità, ma il difficile inquadramento del problema genera ancora molta confusione. Un periodo di tristezza momentaneo in seguito a delusioni, lutti o insuccessi personali non significa essere malati. La depressione può anche non avere cause apparenti. Riuscire a cogliere in tempo i primi sintomi permette di arrivare in anticipo alla diagnosi e quindi alla terapia più appropriata con maggiori probabilità di successo. Purtroppo una grande percentuale di pazienti non assume i trattamenti come dovrebbe. Di conseguenza l’efficacia ne risente”. La tempistica, in questi casi risulta essere la parole chiave , per avviare una terapia con supporto psicologico e dove ce ne bisogno con l’uso di farmaci antidepressivi, prima che la malattia diventi cronica.


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