Durante lo stato vegetativo c’è coscienza. Ad arrivare a questa importantissima scoperta è stata una ricerca condotta dall’ Università di Cambridge in collaborazione con la MRC Cognition and Brain Sciences Unit e pubblicati su Plos, che ha condotto lo studio su 32 soggetti in stato vegetativo e che  tramite risonanza magnetica funzionale ha  riscontrato  la presenza di attività celebrale a carico della corteccia pre motoria, ossia quell’area celebrale adibita al movimento. Sembrerebbe che i pazienti anche se incapaci in campo motorio e comunicativo, userebbero l’immaginazione, in questo caso gli è stato chiesto di giocare una partita a tennis e a quanto pare 4 soggetti su 13 , grazie a questo tipo di risonanza, hanno presentato una specie di “firma elettrica” riscontrata nelle persone normalmente coscienti, rispondendo quindi allo stimolo esterno. Il dottor Srivas Chennu del Dipartimento di Neuroscienze Cliniche dell’Università di Cambridge commenta così la scoperta: “Capire come la coscienza nasce dalle interazioni tra le reti di regioni del cervello è una questione scientifica sfuggente ma affascinante, ma per i pazienti diagnosticati in stato vegetativo e di minima coscienza, e le loro famiglie, questo è molto più di una questione accademica, assume un significato reale e la nostra ricerca potrebbe migliorare la valutazione clinica e aiutare a identificare i pazienti che potrebbero essere coscienti pur non potendo comunicare”.


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