I turni troppo stressanti a lavoro farebbe così male al cervello da indurre un’invecchiamento precoce di sei anni. Ad arrivare a questo risultato è stato uno studio condotto in collaborazione tra l’Università di Swansea nel Galles e l’Università di Tolosa in Francia e pubblicato sul Journal of occupational medicine. Il campione preso in esame è stato di circa 3000 persone che hanno lavorato per 10 anni su turni molto irregolari e dai test eseguiti e dalle visite mediche, ne è risultato che agirebbero come soggetti con sei anni in più. Questo perchè lavorare su turni detti “pazzi” comporterebbe nel lungo periodo ad uno scombussolamento del nostro organismo e del processo di sonno-veglia che regola il nostro riposo. Interrompere questo processo e restare svegli tante notti e riposare solo qualche ora di giorno inciderebbe sulle nostre capacità cognitive rallentando la velocità di pensiero e indebolendo la memoria. Come ha spiegato Philip Tucker, autore della ricerca: “Si tratta di un sostanziale declino nella funzione del cervello. Dunque è probabile che quando le persone cercano di svolgere compiti cognitivi complessi, possono fare più errori”. Questo processo estenuante può regredire nel giro di 5 anni, questo è il tempo che il nostro organismo impiegherebbe per ritornare a stadi normali di riposo.


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