A Limone sul Garda si vive bene e a lungo grazie all’elisir di lunga vita degli abitanti che si tramandano da sempre e a loro insaputa fino a qualche decennio fa. Infatti, nel loro dna è presente una proteina, precisamnete la Apo A-1 che  normalmente si sviluppa grazie al cosiddetto colesterolo buono e ripulisce le arterie dai trigliceridi, mente nei limonesi nonostante i loro  bassi livelli di colesterolo buono, sono in grado di eliminare velocemente i lipidi presenti nei tessuti periferici (arterie) attraverso fegato e bile. La mutazione di questo gene ha avuto origine con l’unione nel 1752 di  Cristoforo Pomaroli e Caterina Zita, ma solo nel 1970 viene a galla, quando un limonese abitante a Milano si sottopone a degli esami di routine. Il suo quadro risulta anomalo e come lui il 3,5% della popolazione limonese. Il gene responsabile viene individuato e finalmente battezzato come “Limone”, mentre la proteina sintetizzata Apo A-1 Milano. Il dottor Cesare Sirtori, brevettata la sua scoperta, avvia la riproduzione in vitro della proteina. Anni dopo, nel 2003, viene pubblicato lo studio sulla sperimentazione su esseri umani, condotta dalla società fondata da Sirtori che viene presto acquistata da Pfizer, colosso farmaceutico americano specializzato in farmaci anticolesterolo. Ma la tossicità di un altro prodotto simile e i risultati negativi di un primo trial clinico inducono Pfeizer a svendere i brevetti a un’ultima società, la Medicines Company, che ha annunciato di avere ripreso la sperimentazione riportando risultati positivi. Tuttavia la commercializzazione del farmaco sembra ancora un miraggio. Dall’altra parte del mondo, nel frattempo, gli abitanti ultracentenari di Limone “tramandano” silenziosamente il proprio segreto.


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