Il suo nome è Antonio Iavarone, uno scienziato italiano emigrato negli Usa, ed è l’autore della mappa genetica più completa mai realizzata per il glioblastoma o glioma, il tumore cerebrale più diffuso e aggressivo. Il suo fine è quello di realizzare una terapia intelligente contro il cancro al cervello e dopo la pubblicazione dei primi dati clinici su pazienti trattati con un farmaco mirato a una delle 2 proteine coinvolte in un particolare assetto del Dna (la fusione dei geni Fgfr e Tacc), presente nel 3% dei malati di glioblastoma, sembra più vicino che mai. Pazienti ancora orfani di cura, che nel 100% dei casi sviluppano ricadute entro 2 anni con un’aspettativa di vita di appena 2-3 mesi. Il dottor Iavarone e la moglie Anna Lasorella hanno condotto lo studio alla Columbia University di New York su pazienti affetti da glioblastoma recidivato e positivi alla mutazione bersaglio scoperta dagli stessi coniugi .”Una condizione che funziona sul tumore come una droga, spiega lo scienziato. Il cancro diventa dipendente dalla presenza continua e costante della molecola anomala prodotta dalla fusione dei 2 geni”,  inoltre afferma “abbiamo osservato che i pazienti rispondono particolarmente bene alla terapia con una molecola che blocca una delle 2 metà (Fgfr) della proteina di fusione, producendo un miglioramento clinico e la riduzione radiologica del tumore. Le risposte cliniche sono durate 115 e 134 giorni rispettivamente”. Siccome la proteina di fusione è presente in molti casi analizzati, il dottore ha affermato che un farmaco intelligente ancora più preciso, per esempio in grado di bersagliare anche l’altra metà (Tacc) della molecola anomala, potrebbe avere “un impatto molto significativo”. Il fine ultimo del Iavarone è quello di creare  un ‘Glivec’ (medicinale su misura per le neoplasie del sangue) contro il cancro al cervello. “Lo studio dovrebbe partire a giugno, annuncia lo scienziato, riguarderà un altro composto Fgfr-inibitore che pensiamo possa avere la stessa efficacia dimostrata da quello utilizzato sui 2 pazienti protagonisti della nuova pubblicazione, e coinvolgerà più centri in vari Paesi del mondo compresa l’Italia”. Per la Penisola dovrebbero partecipare “l’Istituto neurologico Besta di Milano, l’Istituto tumori Regina Elena di Roma e l’ospedale Molinette-Città della salute e della scienza di Torino”.


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