Con progetto di ricerca “TreGeneration”il Policlinico Sant’Orsola di Bologna sarà primo in Italia implementerà un programma di terapia cellulare, per i pazienti che hanno subìto il trapianto di midollo osseo, che utilizzerà i linfociti “T reg”,  invece dei  farmaci immunosopressori, che spesso dannosi per la salute. Infatti nel 20% dei casi, anche se il trapianto va a buon fine, intervengono gravi complicanze come la cosiddetta “malattia del trapianto verso l’ospite” (Gvhd, Graft versus host disease), per la quale le cellule immunitarie del donatore non riconoscono come “propri” i tessuti del paziente che ha ricevuto le cellule e li attacca, colpendo così pelle, mucosa ma soprattutto organi interni. Proprio qui entrerebbero in azione i linfociti “T reg”, che hanno la capacità di controllare le risposte immunitarie per evitare che diventino troppo potenti. Così iniettando nel paziente ricevente una dose molto elevata di questi linfociti provenienti dal donatore, si potrebbe, perciò eliminare, il principale problema di rigetto post- trapianto. Nel corso del 2014, inoltre, è stata messa a punto una procedura che permette di moltiplicare questi linfociti fino a 500 volte in meno di tre settimane, in condizioni di assoluta sicurezza e sterilità. Questo programma molto costoso verrà finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma Horizon 2020. “La parte del finanziamento che arriverà al nostro Laboratorio, spiega Mario Arpinati, responsabile del progetto di ricerca , ci consentirà di essere il primo Centro in Italia a poter implementare un programma di terapia cellulare con linfociti T reg per riuscire a curare senza farmaci tossici le complicanze dei trapianti”.


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