In occasione della campagna di sensibilizzazione alimentare promosa in circa 3500 scuole dalla Società italiana di endocrinologia e diabetologia pediatrica (Siedp), la stessa ha posto l’attenzione su alcuni alimenti ricchi di iodio come: yogurt biologico (una tazza fornisce il 60% del fabbisogno giornaliero),  mirtilli rossi, fagioli (una tazza di fagioli cotti e bianchi ne fornisce il 42%) e alghe (50gr contengono il 100% del fabbisogno giornaliero) mentre la soia, gli spinaci e i cavoli, mandorle, pinoli, nocciole ed arachidi nè bloccano l’assunzione  e limitano la capacità della tiroide di regolare il metabolismo. Il progetto dopo aver condotto un indagine su circa mille bambini delle scuole primarie e secondarie di I grado di 10 città italiane: Milano, Torino, Genova, Bologna, Pisa, Roma, Napoli, Potenza, Bari e Cagliari , ha evidenziato che in mensa viene servito poco e la stessa cosa a casa, quindi si mangia poco pesce e sarebbero pochi i bambini che conoscono lo iodio. Nel nostro Paese sono sei milioni le persone che si ammalano di gozzo, malattia legata alla carenza di iodio che produce un ingrossamento della tiroide, pari a oltre il 10% della popolazione totale. Inoltre, il 20% sono giovanissimi (si ammalerebbe cioè un bambino su cinque). Il consiglio degli esperti è di seguire una dieta ricca di pesce di mare, molluschi e crostacei tutto l’anno.


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