La pratica dell’immunoterapia, cioè di “educare” il sistema immunitario a reagire alla malattia in modo naturale,  è stata già applicata  e con successo per il melanoma e il cancro al polmone. Ora, da una ricerca tutta italiana, condotta presso l’Istituto Oncologico Veneto di Padova, tale pratica è stata applicata anche per il tumore al seno, che permette di evitare l’asportazione preventiva della mammella. Con questa cura, sono state introdotte all’interno dell’organismo delle difese immunitarie che riconoscono e distruggono le cellule cancerose, ed impedire loro di invadere tutto il corpo e diventare tumore. “L’oncoimmunoterapia, spiega Pierfranco Conte, direttore dell’istituto padovano, sembra particolarmente promettente proprio verso quei tumori al seno più aggressivi”.  Inoltre, questa cura sembra durare nel tempo e offre alla donna buone possibilità di conservare la fertilità anche dopo la sua guarigione. Ma Conte precisa: “Sono però emersi anche i limiti di queste terapie a causa della capacità del cancro di mutare continuamente e quindi di diventate insensibile agli stessi farmaci che funzionavano poco tempo prima. Per cui adesso si sta provando a combattere i tumori utilizzando sostanze che attivano le stesse difese immunitarie dell’organismo”.


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